Scrivo questo post a beneficio del nano committente. Non mi ricordo se l'ho già scritto in questi 11 anni...( in realtà sono molte le cose che non ricordo ormai... c'è da preoccuparsi?), ma tanto questo blog lo frequentano in pochissimi, e poi repetita iuvant.
Un' amica di nome Giusi ha un nipotino che qualche anno fa frequentava la prima elementare. Un giorno lo va a prendere all'uscita di scuola e il bambino le dice" Sai, nonna, quella cosa delle scarpe al mio compagno...gliela ho detta..."
Quale cosa? chiede lei
. "Ti ricordi che lunedì il mio compagno mi ha detto che avevo le scarpe vecchie...e tu mi hai spiegato che non erano vecchie...che parlavano di quello che avevano fatto con me...portavano i graffi di quando abbiamo raccolto la legna per il camino...i limoni per la casa...insomma, tante cose...Gli ho detto che praticamente avevano una storia da raccontare... la mia storia..."
Bravissimo! esclama la nonna E lui, il tuo compagno, ti ha detto qualcosa?
"Sì...mi ha detto una cosa"
Che cosa? fa lei
"Mi ha chiesto se gliele posso prestare, le mie scarpe..."
Il consumismo al contrario funziona. Ci rende allegri e ci fa sentire liberi di camminare con le nostre scarpe un po' vecchiotte; le riconosceremmo tra mille. proprio perchè hanno qualche graffio in più e si sono misurate spesso con la pioggia e la terra bagnata, con strade sassose e sentieri di montagna e per questo hanno meravigliose storie da raccontare.
( L'aneddoto è tratto dal libro "Il vestito di Arlecchino)
mercoledì 11 dicembre 2019
martedì 10 dicembre 2019
Yo-yo
Chi da piccolo non ha mai giocato con uno yo-yo? Era una pallina legata ad un elastico; si fissava l'estremità dell'elastico ad un dito e si lanciava la pallina verso il basso. L'elastico la riportava su e di nuovo andava giù finchè questo moto su/giù non si fermava. Se non avevi la pallina potevi cucire insieme due grossi bottoni e arrotolare tra loro un semplice filo da cucito: l'effetto era lo stesso. La vita di coppia è un po' come lo yo-yo di bottoni, un continuo andare su e giù insieme, grazie proprio a quel filo, a quel legame che ci tiene uniti, stretti. Se togli il filo...fine del divertimento.
E in fondo anche la vita dell'anima è un continuo su e giù tra alti e bassi, un perenne via-vai tra terra e Cielo, tra la realtà quotidiana e la mano di Dio, che si diverte un sacco a giocare con noi.
E in fondo anche la vita dell'anima è un continuo su e giù tra alti e bassi, un perenne via-vai tra terra e Cielo, tra la realtà quotidiana e la mano di Dio, che si diverte un sacco a giocare con noi.
domenica 8 dicembre 2019
L'ospite indesiderato
Un paio di settimane fa tornado di sera da una pizza con amici il Cacciatore ha intravisto (con l'occhio buono) un movimento sul pavimento della cucina, un topo che si fiondava sotto il lavello e spariva. Da quell'istante si è risvegliato in lui l'animo del Cacciatore (omen nomen...) ed è iniziata una battaglia senza esclusione di colpi. Acquistate tre trappole. Appreso da Internet che i sorci amano il burro di arachidi ma noi non ne teniamo in casa. Piazzati strategicamente pezzi di Grana Padano puntualmente snobbati. Di giorno assenza, al mattino ritrovamento di tipiche tracce nere sul davanzale e negli angoli, e mele sbocconcellate. La battaglia si trasforma in guerra senza quartiere. Acquisto di colla speciale e posizionamento della stessa, con inevitabile appiccicamento dappertutto su vestiti e suppellettili. Al terzo giorno di cartoni pieni di colla piazzati strategicamente in quelli che si riteneva fossero i suoi percorsi abituali, domenica mattina, entrando in cucina lui era lì, tradito dalla sua passione per i pezzi di mela, agonizzante. Esultanza. Smaltimento del cadavere. Ripresa della vita normale, fuori dall'incubo. In questa casa ogni giornata si vive al TOP.
venerdì 6 dicembre 2019
L'es-senza del benessere e del con-vivere
Michelangelo creava le sue opere "per via di levare", togliendo il di più e facendo emergere la forma dalla pietra. Oggi molti prodotti vengono pubblicizzati per ciò che non c'è, quel qualcosa che potrebbe nuocere alla salute: latte senza lattosio, merendine senza olio di palma, biscotti senza glutine, shampoo senza parabeni....E' utile il consiglio implicito: togli quello che può far male, regola applicabile non solo al cibo ma anche alle relazioni. Che bello sarebbe avere dei rapporti senza recriminazioni, senza giudizi temerari, trattare i figli adulti senza ingerenze nelle loro scelte, guardare al futuro senza ansia e paura, respirare l'amicizia senza le polveri sottili delle invidie che inquinano. E invece puntare sul "con": con-ciliare le dispute, con-centrarsi sul positivo, con-cordare programmi...e condire ogni giornata con il buonumore che è l'acido ialuronico che distende le rughe dell'anima .
martedì 3 dicembre 2019
Visto ieri al Tg1
La 24enne Veronika, eletta miss Ucraina, si è
vista togliere corona e scettro, e anche precludere l'accesso al concorso di
miss Mondo, perché si è scoperto che ha un figlio di 4 anni.( Quando Biancaneve
aveva 24 anni anche in Italia vigeva la regola che non si può partecipare a
miss Italia se si è madri -
regola tolta nel '94. Non per questo motivo l'allora mamma di due bei
ragazzetti si è astenuta dal presentarsi alle selezioni, ma perchè non avrebbe
superato neanche quelle per Miss Condominio, nonostante i 20 chili in meno
rispetto ad oggi).. Il servizio del Tg continuava dicendo che da studi
statistici fatti risulta che avere un figlio diminuisce del 37 % la possibilità
per una donna di trovare un lavoro; Biancaneve ha avuto dunque il 259 % (37x7)
di handicap...nessuno l'avrebbe mai presa, neanche per mandarla a pettinare le
bambole. Menomale che in tutti questi anni ha lavorato lo stesso, e
abbondantemente, dirigendo una piccola azienda a conduzione familiare che ha
prodotto gente in gamba: un vero orgoglio del Made in Italy, ( o meglio, del
Made in Sicily). Da quando è entrata in società con il Cacciatore, l'azienda ha
immesso sul mercato - direttamente e indirettamente - 16 nuove persone,
originali e irripetibili, pezzi unici di immenso valore, gente che vive, ama,
serve, si diverte e che nel suo piccolo fa quel che può per migliorare il
mondo.
domenica 1 dicembre 2019
Che vita sarebbe senza cioccolato
Che vita
sarebbe senza cioccolato
Se il mondo
fosse un grande supermercato la casetta del bosco sarebbe lo scaffale della
cioccolata. Grande assortimento: c’è chi è fondente nero-nero ( ma con collarino
bianco), chi è un uovo Kinder con sorpresa (non si sa ancora se maschio o
femmina), chi da buon bancario è un sacchetto di monete di cioccolato al latte
avvolte in carta dorata, e chi è una pralina con un ripieno da scoprire di
volta in volta; chi è un maitre-chocolatier
come quelli del Lindor, e chi viaggiando per ogni dove assaggia e importa
cioccolatini di tutto il mondo. Potente anti-depressivo, fonte di energia, il
cioccolato non mancava nelle razioni di cibo distribuite ai soldati nelle dure
campagne di guerra ( e in fondo siamo un po’ tutti sempre alle prese con le
battaglie quotidiane). Forse è per questo che la sera dopo cena quando telefona
qualcuno dei nani Biancaneve prova il suo “momento di estasi” e il suo cuore si
fonde in una” Irresistibile scioglievolezza “. E poi la vita è bella, basta
avere un Bacio, magari quello della buonanotte dal Cacciatore.
domenica 24 dicembre 2017
Il solito ignoto ( ovvero:"Cu è...?")
Cera una volta ( anzi, c'è adesso) un ovile in mezzo alla campagna siciliana. Di notte, Tano e Pippo fanno la guardia alle pecore; fa molto freddo, anche se stanno al coperto nella stanzetta dove si prepara il formaggio. Oggi è una giornata speciale: il loro collega Gaspare sta partecipando ad una trasmissione televisiva, e ha promesso - se riuscirà a vincere una bella somma - di portarli a fare Capodanno in città; e loro seguiranno tutto in diretta con un telefonino collegato a internet. Gaspare si è messo il suo vestito migliore, e sta scambiando qualche chiacchiera col presentatore quando viene portato in studio l'Ignoto numero Uno: si tratta di un bimbetto piccolissimo, in un seggiolino color paglia, e viene messo al centro della scena ( guarda caso, proprio dove si trova una stella).
"Si presenti per favore" gli chiede il presentatore
" 'Nguaaa" dice il piccolo (ma nello studio Rai si sente l'interprete tradurre "Mi chiamo Salvatore, ho solo un giorno e sono nato a Betlemme ma vivo in tutto il mondo")
"Bene - allora, Gaspare, secondo te cosa fa l'Ignoto numero Uno?"
Gaspare dà un'occhiata al tabellone dove stanno scritte varie occupazioni da collegare alla persona ;
Ha creato il cielo e la terra
Ha spiegato la potenza del suo braccio
Ha rovesciato i potenti dai troni
Ha innalzato gli umili
Ha ricolmato di beni gli affamati
Ha steso la misericordia su tutti quelli che lo temono
Ha soccorso Israele suo servo
Ha salvato tutti noi col suo sangue
Ha costruito tavoli e sgabelli per 30 anni
E' risorto ed è asceso in Cielo
Ha inviato lo Spirito Santo
Gaspare è un po' perplesso; Ma....veramente non saprei. Mi sembra che queste cose le faccia tutte. Io dico che è il Signore. E confermo.
"Allora , Salvatore, sei Tu che hai fatto tutti questi mestieri ?"
tamburi...musica... poi:"Si, sono Io" (- del resto Suo Padre si presentava come IO SONO)
"E bravo il nostro concorrente ! Hai raggiunto una cifra incalcolabile ! Però per averla sul serio devi indovinare il parente misterioso."
Tano e Pippo sono emozionatissimi. Si alzano in piedi per fare meglio il tifo per il loro amico
Con una musica densa di suspense entra nello studio una bellissima ragazza. ( sicuramente è sua Madre si sussurra tra il pubblico; effettivamente i lineamenti sono gli stessi ( del resto non ci sono cromosomi di Giuseppe, il marito della signora Maria)
Gaspare è sudato, si strofina le mani... ma certo... quella è sua Madre, ma il bello è che... è anche la mia!!! E confermo! Scrosciano gli applausi in studio.
Tano e Pippo ormai in delirio non stanno nella pelle.
Grande, questo compare! e grande questo programma. E grande anche questo conduttore che ha un nome che è una profonda verità teologica Ama-Deus, cioè Dio ama.
Cera una volta ( anzi, c'è adesso) un ovile in mezzo alla campagna siciliana. Di notte, Tano e Pippo fanno la guardia alle pecore; fa molto freddo, anche se stanno al coperto nella stanzetta dove si prepara il formaggio. Oggi è una giornata speciale: il loro collega Gaspare sta partecipando ad una trasmissione televisiva, e ha promesso - se riuscirà a vincere una bella somma - di portarli a fare Capodanno in città; e loro seguiranno tutto in diretta con un telefonino collegato a internet. Gaspare si è messo il suo vestito migliore, e sta scambiando qualche chiacchiera col presentatore quando viene portato in studio l'Ignoto numero Uno: si tratta di un bimbetto piccolissimo, in un seggiolino color paglia, e viene messo al centro della scena ( guarda caso, proprio dove si trova una stella).
"Si presenti per favore" gli chiede il presentatore
" 'Nguaaa" dice il piccolo (ma nello studio Rai si sente l'interprete tradurre "Mi chiamo Salvatore, ho solo un giorno e sono nato a Betlemme ma vivo in tutto il mondo")
"Bene - allora, Gaspare, secondo te cosa fa l'Ignoto numero Uno?"
Gaspare dà un'occhiata al tabellone dove stanno scritte varie occupazioni da collegare alla persona ;
Ha creato il cielo e la terra
Ha spiegato la potenza del suo braccio
Ha rovesciato i potenti dai troni
Ha innalzato gli umili
Ha ricolmato di beni gli affamati
Ha steso la misericordia su tutti quelli che lo temono
Ha soccorso Israele suo servo
Ha salvato tutti noi col suo sangue
Ha costruito tavoli e sgabelli per 30 anni
E' risorto ed è asceso in Cielo
Ha inviato lo Spirito Santo
Gaspare è un po' perplesso; Ma....veramente non saprei. Mi sembra che queste cose le faccia tutte. Io dico che è il Signore. E confermo.
"Allora , Salvatore, sei Tu che hai fatto tutti questi mestieri ?"
tamburi...musica... poi:"Si, sono Io" (- del resto Suo Padre si presentava come IO SONO)
"E bravo il nostro concorrente ! Hai raggiunto una cifra incalcolabile ! Però per averla sul serio devi indovinare il parente misterioso."
Tano e Pippo sono emozionatissimi. Si alzano in piedi per fare meglio il tifo per il loro amico
Con una musica densa di suspense entra nello studio una bellissima ragazza. ( sicuramente è sua Madre si sussurra tra il pubblico; effettivamente i lineamenti sono gli stessi ( del resto non ci sono cromosomi di Giuseppe, il marito della signora Maria)
Gaspare è sudato, si strofina le mani... ma certo... quella è sua Madre, ma il bello è che... è anche la mia!!! E confermo! Scrosciano gli applausi in studio.
Tano e Pippo ormai in delirio non stanno nella pelle.
Grande, questo compare! e grande questo programma. E grande anche questo conduttore che ha un nome che è una profonda verità teologica Ama-Deus, cioè Dio ama.
giovedì 11 febbraio 2016
I colori dell'arcobaleno
Da qualche anno ormai Biancaneve non segue più il festival di Sanremo. Nelle ultime settimane poi lo spot con gente stonata che martoriava i successi degli ultimi anni la faceva rabbrividire. Eppure...Sanremo è Sanremo, come dice lo slogan. È uno strano fenomeno, perché in genere le canzoni che nei mesi a venire saranno più ascoltate nei mercatini o alla radio mentre guidi sono quelle che non si sono neanche piazzate nella rosa delle più votate. Boh, vai a capire le ragioni del successo dei cantanti.
Comunque ieri sera c 'era Ramazzotti, e andava visto ( il Cacciatore è un suo fan); il bravo Eros ha riproposto alcuni successi, e ha terminato la performance con un brano nuovo, cantato con in mano un arcobaleno di nastri colorati. E già, perché mamma Rai non ci fa mai mancare i suoi pareri disinteressati.
Cui prodest? si chiedevano gli antichi. A qualcuno deve pur giovare; se le aziende pagano fior di quattrini per pubblicizzare dentifrici e merendine in vista di un guadagno economico quantificabile, evidentemente anche nel pubblicizzare l'ideologia "arcobaleno" qualcuno avrà i suoi margini, e in euro sonanti, non in gloria o in progresso per la società. Del resto, non si è sempre detto che alla base dell'arcobaleno è nascosta una pentola piena di monete d'oro?
Comunque ieri sera c 'era Ramazzotti, e andava visto ( il Cacciatore è un suo fan); il bravo Eros ha riproposto alcuni successi, e ha terminato la performance con un brano nuovo, cantato con in mano un arcobaleno di nastri colorati. E già, perché mamma Rai non ci fa mai mancare i suoi pareri disinteressati.
Cui prodest? si chiedevano gli antichi. A qualcuno deve pur giovare; se le aziende pagano fior di quattrini per pubblicizzare dentifrici e merendine in vista di un guadagno economico quantificabile, evidentemente anche nel pubblicizzare l'ideologia "arcobaleno" qualcuno avrà i suoi margini, e in euro sonanti, non in gloria o in progresso per la società. Del resto, non si è sempre detto che alla base dell'arcobaleno è nascosta una pentola piena di monete d'oro?
sabato 6 febbraio 2016
Elogio della puzza
La puzza è una cosa preziosa: ti avverte che qualcosa brucia nel forno, che il bambino ha bisogno di essere cambiato, che c'è una perdita di gas....meno male che abbiamo un naso per sentirla! ( anche se non sempre questo naso ha le dimensioni e la forma che vorremmo). Il senso dell'olfatto è qualcosa di spettacolare: ti parla di qualcosa che è già accaduto ( una patata marcita in mezzo alle altre) e di qualcosa che probabilmente accadrà ; non a caso si dice"avere fiuto" per gli affari, per scoprire talenti, o "sentire puzza di imbroglio" quando le cose non ci convincono del tutto. La puzza ci racconta che qualcuno oggi non ha avuto tempo di lavarsi, ci dice che gli alunni dell'ora precedente hanno avuto ginnastica, che qualcuno ha fumato di nascosto...la puzza è ontologicamente collegata a una causa, a qualcosa che l'ha generata; proprio come la persona. Molte volte ci riesce difficile avvertire la nostra, di puzza: magari siamo critici con la signora del piano di sopra che ha usato l'ascensore prima di noi, ma non ci accorgiamo poi che..... Insomma , succede anche con la coscienza, che è un po' il naso dell'anima, e dovrebbe avvertirci se qualcosa nella nostra vita si sta deteriorando ( le persone corrotte devono essere tutte raffreddate).
La puzza ha diversi sinonimi: lezzo, fetore, cattivo odore. Ma oggi siamo semanticamente delicati, e una cosa che puzza la chiameremmo "diversamente profumata".
La puzza ha diversi sinonimi: lezzo, fetore, cattivo odore. Ma oggi siamo semanticamente delicati, e una cosa che puzza la chiameremmo "diversamente profumata".
giovedì 4 febbraio 2016
Lettera
Salve. Mi chiamo Verity, e ho quasi due anni. Non so bene come la mia vita sia cominciata; so comunque che non è successo durante un abbraccio stretto tra lenzuola profumate di Marsiglia, ma in una fredda provetta di vetro attraverso una siringa. Ho trascorso 40 settimane in un luogo accogliente ma estraneo: era come stare in albergo, ci stai anche bene ma ti manca casa tua. Ricordo ancora il battito tranquillo del cuore che pulsava accanto a me, e come mi cullava il dondolio di un passo femminile. Poi sono venuta al mondo, tra carte legali, assegni che passavano di mano e un'attenta agenzia efficiente e fredda. Vivo in una casa confortevole, con due papà: uno è il mio genitore biologico, l'altro è un signore che vive con lui ( non credo si possa definire "genitore 2" perchè di fatto non ha generato nulla). Mi vogliono bene e mi accudiscono con cura, ... però a volte sento dentro di me la nostalgia di non avere avuto da piccola un seno morbido che mi nutrisse, e quando la sera mi mettono a letto le guance che si avvicinano alle mie sono pungenti di barba in crescita: non ne ho una liscia e setosa su cui strusciarmi. L'anno prossimo andrò all'asilo, e sono un po' preoccupata: a chi porterò una rosa il giorno della festa della mamma? e quando sarò una ragazzina, mi perderò il piacere di andare per negozi con la mamma che non ho... e chi mi spiegherà quello che succederà nel mio corpo e mi insegnerà a gestire ogni mese i giorni difficili? e divenuta grande forse mi innamorerò ( sarà di un uomo figlio di due mamme?...spero di no, ne cercherò uno che abbia imparato da un padre la mascolinità, e da una madre come si tratta una donna), e con chi andrò a comprare il vestito da sposa e a scegliere le bomboniere? e quando starò per partorire che mi aiuterà a riconoscere le doglie distinguendole dal semplice mal di pancia? e dovrò privare mio figlio della nonna materna? E avrò mai fratelli o sorelle? ( ne dubito: i miei due papà non nuotano nell'oro, e coi prezzi che corrono - centomila euro a bambino - dubito che ci riproveranno).
Non fidatevi degli "esperti" che dicono che un bambino ha solo bisogno di essere amato, quasi fosse un cucciolo di cane da adottare, nutrire e portare dal veterinario: la mia situazione è una cosa troppo nuova per poter fare statistiche attendibili.
Sono piccola, ma non sono scema, e mi dispiace non avere voce in capitolo per difendere i diritti di tanti bambini come me. Vi prego, fatelo voi per me. Mi affido - ci affidiamo- a voi.
Con affetto
Verity
Non fidatevi degli "esperti" che dicono che un bambino ha solo bisogno di essere amato, quasi fosse un cucciolo di cane da adottare, nutrire e portare dal veterinario: la mia situazione è una cosa troppo nuova per poter fare statistiche attendibili.
Sono piccola, ma non sono scema, e mi dispiace non avere voce in capitolo per difendere i diritti di tanti bambini come me. Vi prego, fatelo voi per me. Mi affido - ci affidiamo- a voi.
Con affetto
Verity
Iscriviti a:
Post (Atom)