Oggi è la festa della mamma,e Biancaneve vuole fare gli auguri a tutte le mamme. Nonostante ciò che afferma Corinne Maier, autrice del libro “No kid- 40 ragioni per non avere figli” (articolo apparso sul Corriere della Sera di qualche settimana fa) essere madre è una gran bella cosa: in certi momenti è faticosa, ma anche divertente, sempre nuova, insomma vale la pena. La maternità non è però fine a sé stessa, strumento perché la donna possa sentirsi appagata: è conseguenza di un atto d’amore, del dono reciproco di un uomo e di una donna che si vogliono veramente bene.
In un’intervista ad un professionista padre di una famiglia numerosa, il giornalista chiese :--Lei ha molti figli. Come mai, le piacciono molto i bambini? –Veramente no – rispose quello – è che mi piace moltissimo mia moglie!
domenica 11 maggio 2008
sabato 10 maggio 2008
Differenti
Tra colleghe:-- Hei, ti sei tagliata i capelli! Ti stanno benissimo! anche io volevo un taglio così, né troppo corto né troppo lungo, perché ho il viso tondo e i riccioli sul collo lo fanno sembrare più magro.
--Ti piace sul serio? A me sembrano troppo corti, però così guadagno tempo, ci metto un po’ di schiuma e via...E poi ora andiamo incontro all’estate e non ci rinuncio a bagnarmeli quando vado a mare...
--Hai ragione, e poi con i colpi di sole si sfibrano, bisogna accorciarli spesso se no fanno le doppie punte...( bla-bla-bla.....)
Tra colleghi:-- Sei stato dal barbiere?!
--Sì.
--Ti piace sul serio? A me sembrano troppo corti, però così guadagno tempo, ci metto un po’ di schiuma e via...E poi ora andiamo incontro all’estate e non ci rinuncio a bagnarmeli quando vado a mare...
--Hai ragione, e poi con i colpi di sole si sfibrano, bisogna accorciarli spesso se no fanno le doppie punte...( bla-bla-bla.....)
Tra colleghi:-- Sei stato dal barbiere?!
--Sì.
venerdì 9 maggio 2008
La guida
Nell’era dei navigatori satellitari super precisi, a volte fatichiamo a ritrovare la strada di casa.
Biancaneve ha trovato questa poesia che le è piaciuta.
Quella vecchietta cieca, che incontrai
la notte che me spersi in mezzo ar bosco.
me disse: Se la strada nun la sai,
te ciaccompagno io, che la conosco.
Se ciai la forza de venimme appresso,
de tanto in tanto te darò una voce
fino là in fonno, dove c’è un cipresso,
fino là in cima, dove c’è la Croce...”
Io risposi:”Sarà... ma trovo strano
che me possa guidà chi nun ce vede...”
La cieca, allora, me pijò la mano
e sospirò: “Cammina!”
Era la fede.
(Trilussa)
Biancaneve ha trovato questa poesia che le è piaciuta.
Quella vecchietta cieca, che incontrai
la notte che me spersi in mezzo ar bosco.
me disse: Se la strada nun la sai,
te ciaccompagno io, che la conosco.
Se ciai la forza de venimme appresso,
de tanto in tanto te darò una voce
fino là in fonno, dove c’è un cipresso,
fino là in cima, dove c’è la Croce...”
Io risposi:”Sarà... ma trovo strano
che me possa guidà chi nun ce vede...”
La cieca, allora, me pijò la mano
e sospirò: “Cammina!”
Era la fede.
(Trilussa)
giovedì 8 maggio 2008
Mission impossible (2)
Diamo per buono che Biancaneve ha finito il settore soprabiti, che si affronta sempre per primo, come se così indicasse un undecimo comandamento; si passa al resto dell’armadio . Qui il criterio si fa triplice, nel senso che bisogna fare tre mucchi, a loro volta divisi in sottomucchi: cose da eliminare, cose da lavare, cose da conservare perché già lavate o da spazzolare perché usate poco. Ed ecco che cominciano i dubbi amletici : questo non mi entra più; e se poi dimagrisco? Questo è demodè: ma si sa che prima o poi tutto si riusa. Questo lo lavo in casa o lo porto in lavanderia? Questo mi ricordo quando l’ho comprato, mi piace tanto... La mente lavora mentre le mani agiscono e i mucchi occupano la superficie del letto. Si passa dal raptus fuori-tutto a picchi di lungimiranza conservativa . E’ difficile per Biancaneve scordarsi di essere l’ottava figlia, e di avere ereditato da sempre le cose delle sue sorelle: certe cose ti segnano. Per fortuna le nane di casa hanno tre o quattro taglie meno. E mentre l’aria si impregna del delicato odore di una nuova naftalina profumata dall’accattivante nome di Orphea, e i mucchi vengono tolti di mezzo perché in queste stanze ci dobbiamo pur vivere, un senso di appagamento per la parte di lavoro già fatta invade la Rassettante; è vero, c’è da pensare alle scarpe, ma – come disse Rossella O’Hara alla fine di Via col vento – domani è un altro giorno.
mercoledì 7 maggio 2008
Mission impossible (1)
Biancaneve ha deciso di affrontare la missione impossibile del cambio di stagione. Lo ha fatto con il piglio del miglior Tom Cruise, con la determinazione del kamikaze che sa che probabilmente non uscirà vivo da questa faccenda. Come recita uno dei più affermati luoghi comuni “ ormai non esistono più le mezze stagioni”; in effetti alle nostre latitudini si passa dalla follia dello scirocco che ti toglie il respiro e ti coglie all’improvviso giusto il giorno che monti la giacca imbottita e il colloalto di alpaca, con i piedi insaccati negli stivali (perché quest’anno vanno forte) alle temperature basse delle depressioni che arrivano dal nord Europa e fanno fischiare un vento gelido che ti penetra nelle ossa (naturalmente quel giorno era cominciato col sole, e ne approfittavi per uscire in maglietta e smanicato). Dunque è molto complesso stabilire il criterio con cui alcune cose vanno messe via per l’anno prossimo, perché...non si sa mai. Il “non-si-sa-mai” nasce dal desiderio di essere sempre in grado di dominare la situazione:dovesse venire una nuova glaciazione con nevi siberiane, o il surriscaldamento del pianeta portasse temperature equatoriane, bisogna essere preparati. Perciò si tirano fuori le cose dall’armadio e si deve decidere cosa tenere pronto per l’apocalisse. Questa operazione delicata è resa più difficile dal fatto che se tiri fuori un cappotto ( e poniamo che decidi che si può conservare per l’inverno prossimo) ci guardi nelle tasche per vuotarle e spazzolare il capo, e in quelle tasche ci trovi di tutto: quando va bene una moneta da due euro che fa sempre comodo, e poi biglietti di autobus usati, tagliandi di carte d’imbarco, fazzoletti di carta, angoli di inviti a conferenze con su scritto un numero di telefono (ma di chi sarà mai?) numerini del turno in salumeria e toh!...la ricevuta della lavanderia che hai cercato per mari e monti. E ancora siamo a niente... (continua)
martedì 6 maggio 2008
Messaggi
Accanto alla casetta del bosco c’è uno spazio in cui sostano abitualmente gruppi di ragazzi. I muri e i pilastri che lo delimitano sono pieni di scritte, per lo più incomprensibili perché le lettere che le compongono sono intrecciate tra loro. Una di queste scritte dice: “Oggi l’unico modo per vedere le stelle è farsi del male”. Biancaneve passa spesso da lì con i sacchi della spesa, e si chiede cosa potrebbe dire all’autore di quella frase, come vincere l’ondata di pessimismo che rischia di sommergere i giovani che mandano segnali di fumo attraverso le scritte sui muri, o attraverso la rete. Finora non ha trovato risposte convincenti; ma le viene in mente un’altra scritta vista anni fa su un muretto di via Lombardia: “Mi sveglio presto per amare prima”. Forse questi due dovrebbero incontrarsi.
lunedì 5 maggio 2008
Il Cantastorie
Nel bosco dove abita la famiglia del Cacciatore, ogni giorno si fa vivo un Cantastorie. La sua visita è sempre fonte di sorprese; certe volte racconta storie entusiasmanti, che schiudono orizzonti insospettati di avventure da vivere, altre volte invece se ne sta lì ztto zitto seduto su una sedia, con una faccia piena di bontà, pronto ad ascoltare lamentele e progetti, disastri domestici e conquiste, vicende di nani lontani ... Con lui il silenzio non è mai pesante, e quando c’è da cavare a braccia l’acqua dal pozzo è sempre pronto a dare una mano a tirare su la corda con il secchio (spesso mezzo vuoto) . Le storie che racconta non parlano di fate e di pirati ma di una donna meravigliosa vestita di sole, di giullari che fanno capriole per far ridere il loro re, di tavole imbandite a cui siedono amici, di asini con una stella disegnata sulla fronte. Quando il Cantastorie va via resta in qualche modo la sua presenza, e la vita nella casa del bosco diventa più colorata.
sabato 3 maggio 2008
In cucina
In cucina
Festa di bambini. Una mamma si improvvisa “animatrice” ( o sono gli animatori che si improvvisano genitori?) e propone dei quiz ai piccoli invitati di quarta elementare. Una domanda – presa dalle definizioni dei Cruciverba facilitati – recita :“Si consuma cucinando”.
Un ragazzetto salta in piedi e urla :-La mamma!- (per chi non lo sapesse, la risposta giusta era il gas).
Biancaneve ripensa a questo fatterello mentre guarda il banco frigo del supermercato. Dai “Pensierini” a “Gioia verde”, dai “Sorrisini” a “Viva la mamma!” a “That’s amore!” moltissimi prodotti evocano l’idea di famiglia, di affetto tradotto in piatti cucinati, in sapori casalinghi, di mani sapienti che mescolano agli ingredienti più fantasiosi l’amore che si traduce in “cura”. E questo specialmente tra i prodotti freschi e surgelati, dunque “a rischio”, condizionati da una temperatura particolare, senza la quale si deteriorano. La pubblicità fa leva su questi richiami per indurre a consumare prodotti che vengono acquistati più che per le loro caratteristiche nutrizionali per i mondi che richiamano, perché rispondono ad una nostalgia nascosta. Ora che le mamme – per fortuna- non si consumano più cucinando, anche una Viennetta “sa” di domenica, di festa, di famiglia.
Festa di bambini. Una mamma si improvvisa “animatrice” ( o sono gli animatori che si improvvisano genitori?) e propone dei quiz ai piccoli invitati di quarta elementare. Una domanda – presa dalle definizioni dei Cruciverba facilitati – recita :“Si consuma cucinando”.
Un ragazzetto salta in piedi e urla :-La mamma!- (per chi non lo sapesse, la risposta giusta era il gas).
Biancaneve ripensa a questo fatterello mentre guarda il banco frigo del supermercato. Dai “Pensierini” a “Gioia verde”, dai “Sorrisini” a “Viva la mamma!” a “That’s amore!” moltissimi prodotti evocano l’idea di famiglia, di affetto tradotto in piatti cucinati, in sapori casalinghi, di mani sapienti che mescolano agli ingredienti più fantasiosi l’amore che si traduce in “cura”. E questo specialmente tra i prodotti freschi e surgelati, dunque “a rischio”, condizionati da una temperatura particolare, senza la quale si deteriorano. La pubblicità fa leva su questi richiami per indurre a consumare prodotti che vengono acquistati più che per le loro caratteristiche nutrizionali per i mondi che richiamano, perché rispondono ad una nostalgia nascosta. Ora che le mamme – per fortuna- non si consumano più cucinando, anche una Viennetta “sa” di domenica, di festa, di famiglia.
venerdì 2 maggio 2008
Parentesi silenziose
Forse ciò che rende unica la casetta del bosco sono quelle che i suoi abitanti chiamano "parentesi silenziose", ovvero quelle innumerevoli situazioni che non hanno motivo di continuare a esistere ma che i nani dopo un pò accettano e non ci fanno più caso, diventano come le pareti della loro casetta. Un soprammobile assurdo ricevuto a Natae e "provvisoriamente" posizionato in salotto e li rimasto per i secoli, un enorme lavagna bianca messa "temporaneamente" dietro la porta della cucina (non si sa perchè..), una minuscola bottiglia di vino portata da qualcuno di ritorno da un viaggio e posta "un attimo" sul mobile.... Ogni tanto, nelle chiacchierate familiari della casetta, un nano individua una "parentesi silenziosa" che era passata inosservata per settimane, pur vivendo in mezzo a loro, provocando un sorriso. Certo nella casetta l'ordine potrebbe crescere, ma senza "parentesi silenziose" la casetta sarebbe un pò meno "nostra"! (Scritto da Nanosei)
giovedì 1 maggio 2008
La gita
Oggi Biancaneve ha fatto la gita di precetto del I° maggio ed è andata con alcuni nani e con lo Gnomo Iberico suo ospite alla Riserva Naturale dello Zingaro. Si tratta di un pezzo di costa, tra Scopello e S.Vito Lo Capo (TP), con sentieri che si incuneano nella macchia mediterranea (cioè una enorme varietà di piante fantasiose) a picco sul mare. Mentre percorreva a piedi i suoi sette km, Biancaneve ha fatto alcune riflessioni:
1. in una vita precedente deve essere stata una capra, perché è riuscita ad arrampicarsi abbastanza bene nei punti più scoscesi e sdrucciolosi (questo spiegherebbe anche il suo amore per le insalate che sono in pratica erbe da brucare)
2. la passeggiata le ha suggerito una similitudine con la vita: ti attirava la bellezza e l’ampiezza del mare che più blu non si può, invitante a fuggire verso orizzonti e avventure, ma lo sguardo doveva restare incollato alla terra, a dove posare i piedi, per poter andare avanti speditamente al passo dei compagni. Comunque ai lati dei sentieri ci sono un sacco di fiori colorati che ti compensano del blu che puoi guardare solo a tratti. E poi si incontrano e si salutano persone sconosciute che per qualche istante sono compagni di viaggio.
3. Dio quando ha fatto lo Zingaro doveva essere in vena, ispirato, e si deve essere divertito un sacco.
1. in una vita precedente deve essere stata una capra, perché è riuscita ad arrampicarsi abbastanza bene nei punti più scoscesi e sdrucciolosi (questo spiegherebbe anche il suo amore per le insalate che sono in pratica erbe da brucare)
2. la passeggiata le ha suggerito una similitudine con la vita: ti attirava la bellezza e l’ampiezza del mare che più blu non si può, invitante a fuggire verso orizzonti e avventure, ma lo sguardo doveva restare incollato alla terra, a dove posare i piedi, per poter andare avanti speditamente al passo dei compagni. Comunque ai lati dei sentieri ci sono un sacco di fiori colorati che ti compensano del blu che puoi guardare solo a tratti. E poi si incontrano e si salutano persone sconosciute che per qualche istante sono compagni di viaggio.
3. Dio quando ha fatto lo Zingaro doveva essere in vena, ispirato, e si deve essere divertito un sacco.
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