lunedì 26 aprile 2010

Aprile

"Aprile, dolce dormire". Così recitava un detto popolare. A parte il fatto che la rima non è proprio perfetta, la sostanza sembra non essere smentita, a giudicare dalle facce morte di sonno che si incontrano per la strada o sulle superfici degli specchi domestici. Sarà il tempo indeciso, sarà l'ora legale che prolunga i pomeriggi invitando a uscire e a ritardare l'ora di cena, o sarà qualche artificiosa magìa della primavera,...certo è che la mattina è difficile alzarsi e il dopo-pranzo chiamerebbe siesta o pennica.
Ma noi non ci caschiamo. E confidiamo in quell'altra perla della sapienza popolare che dice "Coraggio, chè dopo aprile viene maggio".

venerdì 23 aprile 2010

Levare l'ancora

Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio,
se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare
provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare, portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità: domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora, diritta avanti tutta"
questa è la rotta, questa è la direzione, questa è la decisione.

Queste parole appartengono ad una canzone di Jovanotti, La linea d'ombra.
Biancaneve le dedica a chi sta per iniziare un nuovo lavoro, con la paura e l'entusiasmo, con l'audacia di chi affronta un compito per il quale è nato.

giovedì 22 aprile 2010

Come eravamo

Ieri Biancaneve ha visto un vecchio video postato da un amico su Facebook; si tratta di una gita fatta nel 1977, un gruppone di famiglie, "una bella compagnia, per passare in allegria un allegro dì di festa senza radio, TV e siesta". Le immagini piuttosto sgranate rendono in qualche caso difficile riconoscere volti e persone, ma in generale è stato molto bello ritornare indietro nel tempo. Alcuni dei partecipanti di allora non ci sono più, altri sono invecchiati, i bambini sono diventati adulti e genitori a loro volta, ma l'atmosfera di quelle gite che si ripetevano di anno in anno ce la portiamo nel cuore. Si faceva una mega gimkana a cui partecipavano tutti i membri della famiglia; vedevi professionisti affermati spingere soffiando una barchetta di carta sull'acqua di una gebbia, nonne impegnate in gare di maglia ai ferri, ragazzini gareggiare coi loro padri nella corsa coi sacchi, mamme che tiravano fuori ogni ben di Dio dalla cesta del pic nic. Ci si divertiva, si stava insieme, si trasmetteva ai ragazzi uno stile senza bisogno di predicarlo,si faceva amicizia. E si costruiva il futuro.

martedì 20 aprile 2010

Dipende

Tanto per cambiare Biancaneve stira. La radio è accesa su Rds, che secondo la nana settima è la radio per eccellenza perchè fa un sacco di musica. Stanno trasmettendo una canzone di alcuni anni fa: c'è Harabe de Palo (che fine avrà /avranno fatto?) che canta "dipende...da che dipende? Da che punto guardi il mondo tutto dipende.."
Relativismo puro, verrebbe da obiettare.
E invece quante volte il nostro modo di vedere una cosa è lontano mille miglia dal modo in cui la vede chi la guarda da una prospettiva diversa? Madri e figli, uomini e donne, insegnanti e alunni, avvocati di parti avverse...lo stesso oggetto appare concavo o convesso a seconda da dove lo guardi.
Il fatto è che è difficile mettersi nei panni degli altri e capire le radici profonde di certe loro affermazioni; ma senza fare questo sforzo diventa complicato riuscire a raggiungere la verità, attraverso percorsi a volte molto differenti.

martedì 6 aprile 2010

Sigle e anglomanìe

I telefilm più visti alla Tv sono quelli che si intitolano con una sigla : NCIS (che si pronuncia En-si-ai-es), C.S.I. (si-es-ai), E.R., R.I.S e via dicendo. Più ci sono cadaveri, sangue e malattie, tanto meglio.
Quando i nani erano piccoli, Biancaneve e il Cacciatore li spedivano a dormire alle nove di sera, convinti che i bambini abbiano bisogno di un certo numero di ore di sonno e che la sveglia della mattina in una famiglia numerosa dove ci sono i turni del bagno non ammette deroghe. (e poi la serata è di mamma e papà, se no sono guai...) La nana romana arrivava a scuola la mattina e sentiva le compagne commentare i programmi visti la sera prima alla televisione, e lei non poteva intervenire e si sentiva un po’ da meno; allora con una certa aria di superiorità diceva che la sera prima aveva visto una puntata molto avvincente di “Dreaming in my bed”, una serie assolutamente inesistente che però aveva il pregio di conferirle un certo prestigio.
Oggi forse si potrebbe suggerire ai frugoletti che dopo cena non è male l’idea di mettersi a letto – anche con un libro- , chiudere gli occhi e “vedere” con l’immaginazione una serie inventata da loro. Magari chiamandola con un nome toko, tipo K.B.D.P. (ke-bello-dormire-presto)